Movimenti Oculari di Lettura

by Mario Lecce

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Se per un attimo pensassimo al modo in cui leggiamo, la nostra esperienza ci direbbe che i nostri occhi slittano omogeneamente e uniformemente da una riga di testo alla successiva. Questa intuizione non ha nulla di reale, ma, se avete immaginato anche voi la stessa cosa, siete giustificati: solo al termine del 1870 due scienziati (LaMarre e Hering) hanno scoperto che i nostri occhi eseguono “scossoni” (“jerk” o balzi, salti) continui da una parola all’altra. Questi movimenti, che sono i più veloci eseguibili dal corpo umano, sono denominati “saccadi”. Le saccadi sono intervallate da periodi stabili, denominati fissazioni, nei quali gli occhi restano relativamente fermi sulla parola osservata. Gli attuali strumenti per la misurazione dei movimenti oculari hanno permesso di tracciare grafici dello spostamento degli occhi lungo il testo, e come potete vedere nella figura, le righe orizzontali blu rappresentano le saccadi, mentre i punti rossi sono le fissazioni (vedi fig. 1).

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Un’altra sensazione comune durante la lettura è quella di riuscire a cogliere immediatamente ampie parti della riga di testo che stiamo leggendo: ma anche questa intuizione è sbagliata. L‘area foveale della retina di ciascun occhio, grazie alla quale otteniamo la massima risoluzione dell’immagine (acuità visiva), è di soli 2° di angolo visivo. Per questo motivo possiamo identificare solo una o due parole per ogni fissazione. Proprio per questo abbiamo bisogno di spostare frequentemente l’area foveale lungo la riga di testo: per poter ottenere l’identificazione di ciascuna parola. I lettori adulti esperti eseguono tipicamente fissazioni brevi, che durano in media 200-250 ms. Quindi, i lettori adulti eseguono circa 4-5 fissazioni al secondo sul testo, e la loro saccade tipica si estende per circa 7-10 lettere quando si parla di scrittura alfabetica.

Come abbiamo imparato a farlo? O meglio, questi movimenti oculari si verificano solo durante la lettura? La risposta è no: questi movimenti sono estremamente frequenti; anzi, probabilmente sono i più frequenti e i più importanti movimenti oculari da noi prodotti, perché nella stragrande maggioranza dei casi sono intimamente correlati alla gestione dell’attenzione visiva. Li utilizziamo tutti giorni per orientarci nello spazio, per localizzare correttamente gli oggetti, per eseguire ricerche visive (dove ho messo il mio portafoglio?); per abbinarli ai movimenti delle mani necessari a svolgere compiti complessi (ad esempio, farsi un bel caffè!); per osservare il volto del vostro bambino; per scrivere; per guardare la televisione, il cellulare e il computer. Ed è per questo che esistono numerose branche della scienza dedicate al loro studio. Neurologi, psicologi, optometristi e altri professionisti della visione svolgono intense ricerche, sui più svariati argomenti, che fanno uso di tracciatori dei movimenti oculari.

Quindi, avere buoni movimenti oculari saccadici e buone abilità di fissazione, è un prerequisito importante perché le abilità di lettura e di scrittura si sviluppino in modo adeguato: ma non basta. Bisogna saper coordinare saccadi, fissazioni, attenzione visiva (sostenuta, selettiva, distribuita e orientata), percezione della forma, abilità di orientamento, memorie (a breve termine, a lungo termine e di lavoro) e informazioni vestibolari. Lo sviluppo di questa coordinazione è uno dei fini principali del training visivo optometrico.